La settimana che ha posticipato i sospiri del 17 ottobre, ci ha fatto trattenere il respiro fino a questo sabato. Per l'intero arco settimanale siamo stat* bombardat* di notizie false, scandali e buffonate fasciste, per terminare con l'arresto del presunto organizzatore del movimento 17 ottobre.
Ma e' inutile soffermarsi su questi dettagli. La giornata di sabato si può definire come l'inizio della decadenza, da parte della loro famosa favoletta di democrazia, e l'entrata alla porta dello stato di polizia. Tutto quello che abbiamo visto e subito e' purtroppo solamente un'assaggio di cio' che ci aspetta:
Street medics fermat* subito in mattinata, inizialmente destinat* alla questura, poi, grazie all'intervento di un'avvocato, rilasciat* dopo un'ora e mezza con l'impossibilità di agire, in quanto privat* della possibilità di usare i propri dispositivi di protezione individuale;
Manifestant* che semplicemente si dirigevano verso uno dei confusi cortei milanesi, vengono pedinati come pericolos* terrorist* da una pattuglia della polizia;
Nella citta' di torino numerosi altr* street medic ferit* dalle forze del terrore, addiritura fino ad accasciarsi a terra sputando sangue.
E' paradossale come la situazione sia visibilmente violenta oltre i classici standard italiani dell'ultimo decennio ed esistano ancora persone che si ostinano a chiamare in appello democrazia e non violenza, quando ormai la violenza sembra arrivare solamente da una parte, non del popolo ma dello stato.
Non lo si può più chiamare stato di diritto (anche se mai lo è stato), ma solamente stato d'assedio.